Microrganismi intestinali come i lattobacilli possono influenzare il metabolismo inibendo la produzione di chinurenina, un metabolita del triptofano che sembra essere implicato nello sviluppo di ansia, sintomi psicotici e deterioramento cognitivo associati alla depressione.

Da diversi anni ormai viene indagato il ruolo biologico del microbiota intestinale, cioè l’insieme delle specie batteriche ospitate nell’intestino umano, e i meccanismi attraverso i quali influisce sul funzionamento dell’intero organismo, sul cervello e sul comportamento.

La composizione del microbiota intestinale può essere influenzata da fattori ambientali come il tipo di dieta, l’attività fisica e lo stress, quest’ultimo strettamente correlato al tono dell’umore ed alla depressione.

Neuroscienziati della University of Virginia hanno valutato come la composizione della flora batterica intestinale possa influenzare lo sviluppo della depressione scoprendo che i sintomi depressivi si correlano con una diminuzione di lattobacilli intestinali ma soprattutto che la somministrazione di Lactobacillus reuteri è in grado di migliorare questi sintomi. [1]

Nello studio, condotto sui topi, è emerso che lo stress causava una diminuzione dei lattobacilli intestinali mentre aumentavano i livelli di chinurenina e con essa i sintomi depressivi. Al contrario, somministrando i probiotici (Lactobacillus reuteri) questi sintomi scomparivano, diminuivano i livelli di chinurenina ed i topi sopportavano meglio lo stress.

La chinurenina agisce sul sistema nervoso provocando alcuni dei sintomi della depressione ed i lattobacilli sembrano in grado di bloccare l’enzima IDO1 che la produce a partire dal triptofano.

Secondo i risultati di un trial clinico condotto su umani, assumere per 4 settimane un supplemento alimentare a base di probiotici aiuta a gestire meglio la tristezza, evitando che si tramuti in depressione.[2]

Ma in quali alimenti è possibile trovare i probiotici?

Esistono diversi integratori che contengono miliardi di cellule vive ma oltre a questi è possibile influenzare la composizione del microbiota intestinale assumendo yogurt contenenti probiotici o consumando altri alimenti fermentati come kimchi, crauti o il tempeh.

Oltre che ingerire direttamente i microrganismi, esistono alimenti in grado di stimolare la crescita di quelli già presenti nell’intestino, si parla in questo caso di prebiotici cioè di sostanze contenute negli alimenti che non vengono utilizzate dall’organismo ma dai batteri intestinali.[3]

Tra queste spiccano i fruttooligosaccaridi (FOS) come l’inulina, contenuta nella cicoria, nelle carote, nelle cipolle, nei carciofi e nel topinambur, già utilizzata contro le patologie cardiometaboliche ed il diabete.

In generale, per fornire al nostro intestino le fibre che verranno poi utilizzate come substrato dai batteri, non occorre assumere un solo particolare alimento ma una dieta varia ed equilibrata, ricca di fibre provenienti da alimenti di origine vegetale come verdura, frutta, legumi, cereali integrali e frutta secca.

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Approfondimenti:

[1]Marin IA, Goertz JE, Ren T, Rich SS, Onengut-Gumuscu S, Farber E, Wu M, Overall CC, Kipnis J, Gaultier A. Microbiota alteration is associated with the development of stress-induced despair behavior. Sci Rep. 2017 Mar 7;7:43859. doi: 10.1038/srep43859. PubMed PMID: 28266612; PubMed Central PMCID: PMC5339726.

[2]Steenbergen L, Sellaro R, van Hemert S, Bosch JA, Colzato LS. A randomized controlled trial to test the effect of multispecies probiotics on cognitive reactivity to sad mood. Brain Behav Immun. 2015 Aug;48:258-64. doi: 10.1016/j.bbi.2015.04.003. PubMed PMID: 25862297.

[3]Roberfroid M, Gibson GR, Hoyles L, McCartney AL, Rastall R, Rowland I, Wolvers D, Watzl B, Szajewska H, Stahl B, Guarner F, Respondek F, Whelan K, Coxam V, Davicco MJ, Léotoing L, Wittrant Y, Delzenne NM, Cani PD, Neyrinck AM, Meheust A. Prebiotic effects: metabolic and health benefits. Br J Nutr. 2010 Aug;104 Suppl 2:S1-63. doi: 10.1017/S0007114510003363. Review. PubMed PMID: 20920376.

[4]Marazziti D. et al. Nuovi sviluppi dell’ipotesi serotoninergica della depressione: shunt del triptofano Riv Psichiatr 2013;48(1):23-34

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nutrizionista conti pescaraCiao! Sono il Dott. Diego Conti, laureato in Dietistica presso l’Università G. d’Annunzio di Chieti. Mi occupo da diversi anni di Nutrizione a livello professionale attraverso consulenze personalizzate ed elaborazioni di piani alimentari per pazienti sani o malati. Mi dedico all'organizzazione di workshop riguardanti la corretta alimentazione e la prevenzione tra cui l’alimentazione nello sportivo, alimentazione in gravidanza, prevenzione dei tumori e l'alimentazione del paziente oncologico o diabetico.

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