Cos’è la Candida?

La Candida è un fungo normalmente presente nel nostro organismo, nell’intestino e nelle mucose delle cavità naturali del corpo. Alcune specie del genere Candida, C. Albicans in particolare, sono patogeni opportunisti che, in determinate condizioni predisponenti, come una riduzione delle capacità difensive dell’organismo, diabete o dismicrobismi dovuti all’utilizzo di antibiotici, possono provocare fastidiose infiammazioni a carico delle mucose di bocca, vagina, glande o, in pazienti immunocompromessi, a livello di organi profondi.

La candidosi orale è responsabile del mughetto nei bambini e può provocare delle gravi esofagiti in pazienti affetti da AIDS.

E’ chiaro quindi che le manifestazioni morbose di questo fungo sono dovute ad uno squilibrio tra le normali difese dell’organismo, l’alterazione della popolazione batterica normalmente presente ed una proliferazione anomala del fungo.

 

I sintomi della Candida

“Si stima che il 75% delle donne abbia avuto almeno 1 episodio di candidosi vaginale durante la propria vita fertile e la metà di loro almeno un episodio ricorrente.” [1]

Nelle donne, la candidosi si manifesta con sintomi a carico della mucosa vaginale come bruciore, prurito, dolore, segni di arrossamento, perdite biancastre e macchie bianche. Molto simili, anche se meno frequenti, sono gli effetti dell’infezione sui genitali maschili. Quando è presente questa sintomatologia bisogna rivolgersi al medico o al ginecologo che potrà correttamente diagnosticare l’infezione e indicare la cura più adatta che nella fase acuta si basa sulla somministrazione di farmaci antimicotici come il fluconazolo, in pillole, e pomate come ad esempio clotrimazolo o miconazolo per il trattamento topico dell’infezione.

 

Alimentazione e Candida

L’alimentazione riveste un ruolo importante nel garantire il normale equilibrio tra le capacità di difesa dell’organismo e la naturale proliferazione delle popolazioni batteriche “buone”, presenti nell’intestino e sulle mucose, in grado di controllare la crescita fungina.

 

Cosa mangiare in caso di candida?

1)Alimenti in grado di stimolare le naturali difese dell’organismo.

Vitamine, antiossidanti e sali minerali contenuti nella verdura e nella frutta che non dovrebbero mai mancare nella dieta di ciascuno di noi. Un adeguato apporto di questi nutrienti garantisce il funzionamento ottimale delle difese immunitarie, la prima arma dell’organismo contro le infezioni. Verdura fresca ad ogni pasto.

2)Cibi in grado di favorire la crescita di microrganismi che competono con la Candida.

Oltre ad eliminare la candida è necessario stimolare la proliferazione di batteri buoni, normalmente presenti nell’intestino, che si nutrono delle fibre alimentari ed hanno una naturale attività antimicotica. Queste fibre si comportano come prebiotici in quanto favoriscono la crescita e l'attività di Bifidobacterium e di lactobatteri, specie batteriche importanti per la salute digestiva dell'organismo ospite. Sono utili a questo scopo i fruttoligosaccaridi (FOS) e l’inulina, contenui soprattutto in verdure come Cicoria, Carciofi, Aglio, Porro, Cipolla, Asparagi, Pomodori e Carote oltre che nelle Banane e nei Kiwi. Una dieta ricca di ortaggi è molto importante per mantenere in salute il nostro intestino prevenendo episodi di infezioni ricorrenti. Esistono inoltre integratori a base di inulina o semi di psillio, facilmente reperibili in farmacia.

3)Probiotici

I probiotici sono dei microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite andando a colonizzare la mucosa intestinale. Vengono spesso consigliati quando si segue una terapia antibiotica per ristabilire la flora batterica che viene eliminata dai farmaci. I probiotici si nutrono di prebiotici e vanno spesso assunti insieme.

Diversi esperimenti condotti sugli umani hanno evidenziato la capacità di probiotici come Lattobacilli rhamnosus o L. reuteri di migliorare l’efficacia dei farmaci antifungini nei confronti della Candida Glabrata [2]

Sconsiglio vivamente di assumere i classici yogurt del supermercato che promettono di contenere fermenti lattici vivi. A differenza delle preparazioni farmaceutiche non sempre quello che viene riportato in etichetta poi corrisponde a realtà in quanto un probiotico, per chiamarsi tale, deve garantire che i fermenti arrivino vivi nell’intestino, oltrepassando l’ambiente acido gastrico, e in misura tale da apportare benefici all’ospite.

4)Olio di cocco e candida

Studi condotti su specie murine hanno riconosciuto un ruolo discreto all’olio di cocco nell’inibire la colonizzazione intestinale da parte di Candida Albicans[3]. Questo ha fatto ipotizzare dei possibili benefici anche sulla salute umana.

 

 

Quali alimenti evitare?

 

1)Evitare i cibi che favoriscono la colonizzazione e la crescita della candida

Anche se non esistono evidenze scientifiche sufficienti ad attribuire a qualche particolare alimento una spiccata capacità nell’eliminare l’infezione da candida, ci sono diversi studi che hanno dimostrato come la dieta possa influire sulla proliferazione di questo fungo. Questi studi hanno analizzato l’effetto di una dieta ricca di Zuccheri sulla crescita dei microrganismi nell’intestino.

Evitare gli zuccheri

Un’analisi delle specie microbiche presenti nell’intestino nello studio “Archaea and Fungi of the Human Gut Microbiome: Correlations with Diet and Bacterial Residents” ha evidenziato come una dieta ricca di carboidrati sia in grado di favorire in maniera significativa lo sviluppo di particolari specie tra cui Candida Albicans, probabilmente a causa della spiccata capacità di questo fungo di metabolizzare amidi e zuccheri[4].

I carboidrati sono contenuti soprattutto nei cereali e nei derivati, i quali andrebbero consumati con moderazione, non eliminati (il perché è spiegato nell'articolo POSSO ELIMINARE I CARBOIDRATI DALLA DIETA?), preferendo sempre quelli integrali per ottenere il massimo dei benefici sulla salute. Non ci sono dei dati che giustifichino l’eccessiva riduzione dell’apporto dei carboidrati come invece viene spesso raccomandato.

Il mio consiglio è di evitare zucchero, dolci, bevande zuccherate, frutta sciroppata, prodotti da forno e merendine realizzate industrialmente con farine non integrali. Molti medici, nutrizionisti e dietisti consigliano anche l’esclusione di alimenti contenenti lieviti o muffe (nei formaggi erborinati come il gorgonzola) ma non ci sono evidenze scientifiche a riguardo.

Da consumare con moderazione anche la Frutta, non oltre 400-500 g al giorno, che equivalgono a circa 2-3 frutti.

Limitare l’assunzione di Latte e derivati per il contenuto di Lattosio, lo zucchero del latte, e preferire invece Yogurt naturale o Kefir, che potrete insaporire personalmente con dei pezzetti di frutta fresca.

Da evitare bevande alcoliche per gli effetti negativi sulle difese immunitarie e sulla salute complessiva dell’organismo.

“Nel complesso, seguire una dieta varia, ricca di alimenti di origine vegetale e povera di zuccheri semplici o farine raffinate non può che avere effetti benefici sulla qualità della nostra vita e della nostra salute.”

 

Per concludere ecco i 6 consigli della SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, per prevenire le infezioni da Candida:

 

1)Lavare accuratamente la zona intima: è necessario usare detergenti a pH fisiologico (4 o 5). Evitare saponi troppo aggressivi e deodoranti intimi

2)Indossare biancheria intima di fibroina di seta medicata. Sono sconsigliate, invece, le fibre sintetiche o artificiali

3)Seguire una dieta varia ed equilibrata ricca di frutta e verdura, per garantire la buona funzionalità dell’intestino e l’efficacia del sistema immunitario

4)Utilizzare il profilattico durante ogni tipo di rapporto sessuale. Il condom va impiegato fin dall’inizio dell’amplesso

5)Rivolgersi al proprio ginecologo appena ricompaiano sintomi evidenti come bruciore e prurito 6 Non indossare indumenti eccessivamente aderenti: il continuo sfregamento contro i genitali può favorire la comparsa di irritazioni che, a lungo andare, provocano infiammazioni

6)Non indossare indumenti eccessivamente aderenti: il continuo sfregamento contro i genitali può favorire la comparsa di irritazioni che, a lungo andare, provocano infiammazioni

 

 

Bibliografia:

[1][torna al testo] Sobel, Jack D et al. "Vulvovaginal candidiasis: epidemiologic, diagnostic, and therapeutic considerations." American journal of obstetrics and gynecology 178.2 (1998): 203-211.Am J Obstet Gynecol. 1998 Feb; 178(2):203-11. 

[2][torna al testo] Martinez, RCR et al. "Improved treatment of vulvovaginal candidiasis with fluconazole plus probiotic Lactobacillus rhamnosus GR‐1 and Lactobacillus reuteri RC‐14." Letters in applied microbiology 48.3 (2009): 269-274. 

[3][torna al testo] Gunsalus, Kearney TW et al. "Manipulation of Host Diet To Reduce Gastrointestinal Colonization by the Opportunistic Pathogen Candida albicans." mSphere 1.1 (2016): e00020-15.

[4][torna al testo] Hoffmann, Christian et al. "Archaea and fungi of the human gut microbiome: correlations with diet and bacterial residents." PloS one 8.6 (2013): e66019. 

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AUTORE

nutrizionista conti pescaraCiao! Sono il Dott. Diego Conti, laureato in Dietistica presso l’Università G. d’Annunzio di Chieti. Mi occupo da diversi anni di Nutrizione a livello professionale attraverso consulenze personalizzate ed elaborazioni di piani alimentari per pazienti sani o malati. Mi dedico all'organizzazione di workshop riguardanti la corretta alimentazione e la prevenzione tra cui l’alimentazione nello sportivo, alimentazione in gravidanza, prevenzione dei tumori e l'alimentazione del paziente oncologico o diabetico.

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