Siamo portati spesso a dare troppa importanza ai numeri sulla bilancia tralasciando il fatto che il nostro corpo, oltre che da grasso, è composto da muscoli, ossa, fluidi corporei e i tessuti che compongono gli organi interni. Dimagrire non vuol dire perdere peso ma perdere grasso conservando o aumentando la massa muscolare. Può capitare dunque che un paziente che segue una dieta troppo rigida o allenamenti sbagliati, affidandosi alla sola bilancia, creda di aver perso grasso ma in realtà, ciò che ha eliminato, sono liquidi e massa muscolare.

 

L’esame impedenziometrico, che misura la composizione in grasso, muscolo e liquidi del nostro corpo, può rivelare questi effetti indesiderati, dovuti semplicemente ad un adattamento metabolico del nostro organismo che avverte la restrizione calorica come un pericolo per la sopravvivenza ed inizia a consumare meno energia ed utilizzare anche il tessuto muscolare a scopo energetico.

La risposta dunque è complessa in quanto si deve tener conto della percentuale di grasso corporeo, degli obiettivi che si intende raggiungere e soprattutto dell’attività fisica che accompagnerà il percorso nutrizionale.

Perdere 1 Kg di grasso significa che in termini energetici abbiamo consumato circa 7000 Kcal in più o le abbiamo ingerite in meno rispetto al nostro normale fabbisogno. Considerando una Donna con metabolismo basale (BMR: Basal Metabolic Rate) pari a 1400 Kcal che in più esegue attività fisica leggera possiamo calcolare un dispendio calorico giornaliero totale (TDEE: Total Daily Energy Expenditure) pari a circa 2150 Kcal.

Questo vuol dire che seguendo una dieta ipocalorica pari a 1400 Kcal, senza scendere al di sotto del fabbisogno basale (BMR), consumerà ogni giorno 750 Kcal in meno rispetto al normale e potrà perdere circa 1kg ogni 8-10 giorni (7000/750). Chiaramente questi numeri possono solo orientarci nel percorso terapeutico ma non hanno alcun significato se non si tiene conto delle caratteristiche specifiche del paziente, dell’ambiente in cui vive, dello stile di vita, del tipo di attività fisica svolta e degli alimenti che introduce con la dieta che possono influire molto sul metabolismo.

È importante tenere sotto controllo periodicamente l’aumento di massa muscolare e la perdita di grasso attraverso esami specifici come la plicometria o più precisamente attraverso la bioimpedenziometria che permette di intervenire in caso di allenamenti sbagliati o alimentazione non adeguata alle proprie esigenze. Una perdita di peso graduale, in un paziente con massa grassa in eccesso che incomincia a praticare attività fisica mirata al dimagrimento cambiando tutte quelle cattive abitudini che lo hanno portato a prendere chili, è l’unico modo per ottenere risultati duraturi senza mettere in pericolo la propria salute.

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AUTORE

nutrizionista conti pescaraCiao! Sono il Dott. Diego Conti, laureato in Dietistica presso l’Università G. d’Annunzio di Chieti. Mi occupo da diversi anni di Nutrizione a livello professionale attraverso consulenze personalizzate ed elaborazioni di piani alimentari per pazienti sani o malati. Mi dedico all'organizzazione di workshop riguardanti la corretta alimentazione e la prevenzione tra cui l’alimentazione nello sportivo, alimentazione in gravidanza, prevenzione dei tumori e l'alimentazione del paziente oncologico o diabetico.

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